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 Logo Come ci si arriva: all’uscita del casello di Finale Ligure (Autostrada A10 Ge-Ventimiglia, superata la Via Aurelia ci si immette sulla strada per il colle del Melogno e si trova l’indicazione del Borgo. In alternativa si può uscire al casello di Orco-Feglino.

Se pur compreso nel territorio comunale di Finale Marina, merita un capitolo a parte la celeberrima perla storica di Finalborgo, soprattutto perché, attorno ad essa, ruotano le vicissitudini dei Del Carretto, che, del Savonese, furono stimati Marchesi. Già prima dell’anno 1000 a.C., alcune locali tribù liguri, riuscirono ad aggregarsi in villaggi, nella vicinanze delle preistoriche Caverne della Pollera e delle Arene Candide. Il passaggio dei Romani segnò un lungo periodo di quiete nei dislocati “pagi” che, con l’avvento del Cristianesimo, assunsero rilevante funzione di aggregazione, anche religiosa. Sorsero così le prime Pievi tra cui, allo sbocco della Valle della Pora, la “Plebes Finarii”. Bonifacio del Vasto, nome di primo piano nella storia Savonese, e discendente di Aleramo, divenne, padrone del Finalese. Alla sua morte, il primogenito Enrico I°, detto “il Guercio”, gli succedette nel 1142.
Così, Borgum Finarii assunse un vero ruolo di Capitale del Marchesato dei Del Carretto, le cui sorti ressero fino al 1568, quando Sforza Andrea Del Carretto cedette tutti i diritti del feudo a Filippo II°, Re di Spagna.

E fu sotto la dominazione spagnola che il nucleo fortificato, con tutto il Finalese, si distese verso un elevato sviluppo economico, diventando sede di Governatorato. Forte dei presìdi militari difensivi, gli spagnoli apportarono straordinari rifacimenti ai monumenti del luogo. E’ il quadro, pressoché immutato, del luogo che oggi si presenta al turista, nella suggestiva visione di un prezioso insieme di edifici dal volto fiabesco. La Basilica di san Biagio, ricostruita nel 1659 sui resti di un antica chiesa del 1300, è un vibrante esempio di arte barocca. Tesori marmosi interni come il pulpito e la balaustra di Francesco Schiaffino si affiancano a polittici e trittici di grande pregio.

Straordinario il campanile, che è sempre oggetto di disaccordi sulle proprie origini.I Chiostri di S.Caterina hanno subito nei secoli rimaneggiamenti notevoli, ma i lunghi restauri hanno rigenerato uno splendore artistico, di cui il borgo ben si può vantare. Il primo avamposto di difesa di Castel Gavone, fortificato sulla Turris Bechignolii nel 1390, fu Castel San Giovanni, che ha seguito da sempre i fasti e le sconfitte dei Marchesi di Finale. Ampliato nel XVII secolo, sta rivivendo oggi momenti magici, grazie ad un appropriato ripristino con scopi prettamente culturali. Castel Gavone è uno dei più alti esempi di struttura difensiva medioevale e di dimora nobiliare. Quel che ancora si vede racchiude lo splendore di una potente tradizione militare, che, dall’alto di Perti, si inserisce in una florida fotografia storica dai colori cangianti, dalla prima alba al tardo tramonto.

   

 

 

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