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 Parodi Lig 1

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 Logo Parodi Lig 4 Come ci si arriva: Da Gavi (uscita autostradale Arquata-Vignole Borbera o Serravalle Scrivia. Autostrada A7 Milano – Genova). Si attraversa il guado sul torrente e ci si addentra nel territorio di Parodi Ligure. Anche da Ovada (Uscita omonima Autostrada A26 Genova Trafori) si può raggiungere Parodi Ligure per un ricco e panoramico percorso che attraversa Castelletto d’Orba, Montaldeo o Mornese. Quando al Guado di Gavi, si sale per un verde percorso che riflette la suggestione del rinomato Centro, ai piedi dell’imponente Forte, s’incontrano distese di prati, dall’erba ondeggiante e mirabilanti di colori durante tutte le stagioni. E, verso il bivio per il grazioso Santuario della Madonna della Guardia, in terra piemontese, la collina dei Nebbioli segna la via d’ingresso al territorio comunale di Parodi Ligure. Il segno del tempo è visibile nella morfologia dei sentieri e nei vigneti in cerca di nuova prosperità e nell’evidente sicurezza di un antico luogo di transito, difeso e ben organizzato per accogliere pellegrini e mercanti nei tempi oscuri del Medioevo. La palude dell’Albedosa fu l’embrione toponomastico che condusse l’originaria Palode, bonificata dai Monaci parmensi di Santa Maria di Castiglione, all’attuale denominazione. E la grande fratellanza con Genova, nonché la vastità delle sue terre, fertili di popolazione, fu proprio la causa della enorme diffusione del cognome Parodi in terra ligure. Sorto intorno all’anno Mille, fu annesso alla Marca Obertenga. Ma i Monaci di San Siro presero possesso di alcune zone strategiche da adibire a luoghi di assistenza e culto. Ma Genova fu sempre presente ed accompagnò la storia delle varie frazioni fino al momento in cui, il Principe Andrea Doria legò Parodi ad obblighi feudali. Dopo l’attacco dei Savoia e la distruzione del Castello, nel 1625, il paese visse momenti di alterne fortune, subendo diverse occupazioni fino alla sofferta separazione del suo territorio amministrativo dalla Liguria, che fu voluta nel 1859 da Urbano Rattazzi. A memoria, gli abitanti vollero conservare il toponimo di Parodi Ligure. Le vallate circostanti vissero momenti particolari, durante la seconda Guerra Mondiale, con distruttive incursioni dei nazi-fascisti, incendi ed indimenticabili eccidi. Oggi Parodi Ligure si presenta nel suo omogeneo insieme di frazioni che circondano il Capoluogo. Cadegualchi e Cadimassa offrono scorci remoti di una civiltà contadina da rivitalizzare, mentre da Cadepiaggio si gode di uno straordinario panorama, che accompagna il sole dal suo risveglio al suo lento adagiarsi, in una vibrante esplosione cromatica dai riflessi magici. Tramontana e Tramontanino sono i più antichi borghi del Comune e si snodano, allungati sulle colline, piacevolmente incontrastati dalla soavità degli angoli pittoreschi, che mostrano la semplicità delle rustiche viuzze. Il Capoluogo si distende sul crinale di un protettivo sperone roccioso che caratterizza il borgo. Il quattrocentesco Palazzo Guarco, nella suggestione del suo prestigio, si mostra con la garitta a guardia del ciottolato e a vista della corte, dotata di Pozzo e di rustici fabbricati. La Chiesa Parrocchiale è dedicata ai Santi Rocco e Sebastiano, ed oltre al suo sguardo vivacemente iridato, porge tesoro del suo contenuto artistico. La Madonna con Gesù Bambino è un distinto esempio di statua marmorea seicentesca, mentre le statue lignee, attribuite al Maragliano, sciolgono la visione alle tele di buon pregio. Lo sperone roccioso, detto il Castello, celebra con una Croce i primi Patti Lateranensi. E da lì è incantevole la stupenda visione del paesaggio collinare, che si spinge fino al lontano orizzonte delle Alpi. Esuberante e mistico è il complesso di San Remigio, splendida rappresentazione di un’architettura tardo-medioevale, ampliata da forme barocche, che attende una dovuta ristrutturazione ed un pronto rilancio, per essere ancora protagonista sacro dell’intero territorio del più raccolto Basso – Piemonte.

   

 

 

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