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Come ci si arriva: si esce all’omonimo casello (Autostrada A26 Genova – Alessandria).
Ovada è un piccolo centro dell'Alto Monferrato ed essendo un comune di confine le sue vicissitudini furono strettamente legate a quelle del Piemonte e della Liguria.
La sua appartenenza durante il corso della storia cambiò spesso dall’una all’altra Regione.
Le prime notizie storiche, di epoca romana, giungono da alcuni scritti di Decimo Bruto, indirizzati a Cicerone, nei quali si descriveva appunto un insediamento romano situato alla confluenza dei due torrenti di Ovada: l'Orba e lo Stura.
Purtroppo dei resti della città romana non rimane più nulla.
Il centro fu messo spesso a ferro e fuoco dal Piemonte e dalla Liguria per entrarne possesso sia per la sua posizione di confine, sia per il punto strategico che occupava: l’accesso al passo del Turchino, uno dei due passi attraverso i quali era possibile raggiungere Genova dalla pianura padana.
Le remote strade che dal Piemonte e dalla Lombardia conducevano a Genova erano infatti due, quella del Turchino e quella dei Giovi.
Ovada grazie alla sua posizione decisiva controllava la strada del Turchino.
In epoca medievale Ovada fu oggetto di continui passaggi di proprietà dal marchese del Monferrato a Genova, da Genova ad Alessandria, da Genova a Milano.
Con la progressiva unificazione del Piemonte da parte del ducato di Savoia, Ovada si trovò nuovamente contesa, questa volta tra Genova ed il ducato di Savoia, anche se si trattò per lo più di occupazioni sporadiche da parte dei Savoia.
Alla fine del periodo napoleonico Ovada trovò definitivamente la sua appartenenza alla Regione Piemonte, della quale ancor oggi condivide il destino.
Ad Ovada sono interessanti da visitare la Parrocchiale dell’Assunta e la Parrocchiale Antica.
Diversamente dalla maggior parte dei Comuni appartenenti al Monferrato, il Castello di Ovada è andato completamente distrutto e non ne esistono più tracce.
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