Sebbene vi sia un documento redatto dalla cancelleria dei re Ugo e Lotario risalente al 943 e 947 le prime notizie sicure riguardanti Montaldeo risalgono all’inizio del XIII. A quel tempo Montaldeo apparteneva alla giurisdizione dei marchesi di Gavi.
La particolare posizione geografica ed i continui conflitti per il suo possesso sono la motivazione dei primi interventi di fortificazione del borgo che venne interamente ricostruito nel 1271, dopo che fu raso al suolo dall’ennesima aggressione dei genovesi nel 1224.
Il borgo successivamente passò nelle mani dei marchesi del Monferrato, ma nel 1431 fu assoggettato da Francesco Sforza per i duchi di Milano. |
Ed è in quest’epoca che i lavori di edificazione del Castello ebbero inizio. La sua struttura si presenta oggi, come un imponente edificio con torri angolari.
Gli interni riccamente arredati contengono bellissime collezioni di armi molto antiche. Anche le fondamenta furono costruite con dovizia e racchiudono labirintici sotterranei che conducono alle prigioni.
Non si può fare a meno di ricordare, menzionando il Castello di Montaldeo, la triste vicenda che legò indissolubilmente il maniero al nome di un’antica famiglia alessandrina che ne resse per molto tempo le sorti.
Nel 1433, Galeazzo Trotti dopo essersi valorosamente battuto a fianco dello Sforza, ricevette da quesat’ultimo, come ringraziamento, il feudo di Montaldeo. |
A causa della povertà delle sue colture e della sua dislocazione decentrata, il possedimento aveva un’economia disastrosa che costringeva i suoi abitanti al limite della sopravvivenza e spingeva la comunità ed i signori a continue richieste di esenzioni e franchigie.
La tensione sociale, alimentata dalla crisi economica, scatenò l’ira di un gruppo di montaldesi, che esasperati dai continui soprusi e dalla rapacità dei Trotti, guidò prima l’assassinio in chiesa dell feudatario ed il figlio, poi penetrò in castello e sterminò l’intera famiglia.
Alla strage scampò solo un figlio che si trovava fuori del paese. Questo massacro viene ricordato ancor oggi, come “la strage dei Trotti”. |