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Come ci si arriva: Autostrada A 26 Genova – Alessandria, si esce al casello di Ovada e si prosegue lungo la Statale che conduce a Lerma.
Un antico paese arroccato su un colle attorno al suo castello, un ambiente di colline assai dolci, rese uniche dalla presenza dei rigogliosi vigneti. Di origine medievale, è posto al limitare delle colline dell’Alto Monferrato, là dove iniziano i contrafforti dell’Appennino Ligure - Piemontese.
Dall’alto della sua rocca domina la valle del torrente Piota, che fu, fin dall’epoca romana, una delle più importanti vie di comunicazione tra la Liguria e la Pianura Padana. Numerose sono ancora le vestigia che testimoniano questa storia. All’interno della cinta muraria, conserva intatto l’antico “ricetto”, il primo nucleo del villaggio che prese il nome di l’Herma. Situato su un displuvio a pendio con strapiombi su entrambi i lati, il borgo era pressoché inespugnabile. Il castello fu edificato verso la fine del XII secolo a monte di un precedente insediamento distrutto da Guglielmo del Monferrato, si erge su una rocca tufacea che sovrasta il fiume Piota.
Tenuto saldamente dai Genovesi, rappresentò nei secoli XIII e XIV un caposaldo per il loro sistema difensivo dell’Oltregiogo. Attraverso una porta ad arco, presso cui funzionava anticamente un ponte levatoio, si accede nella piazza, sulla quale si affacciano il castello e la chiesa. Essa si apre da un lato a strapiombo sulla valle del Piota, con un “belvedere” tra i più suggestivi dell’intera regione. Percorrere l’antica via Recinto è come sprofondare indietro nel tempo, quando la piccola comunità viveva sottoposta al signore del castello.
Una leggenda narra di un tesoro nascosto, tre rose d’oro che una damigella spagnola avrebbe dovuto portare alla sua regina.Una delle torri cilindriche di origine medievale è stata trasformata nel ‘400 in abside della chiesa parrocchiale, ma ha conservato esternamente la struttura originaria propria delle torri dei castelli del Monferrato. La bellezza del suo borgo antico, le vigne del Dolcetto e del Cortese e la selva incontaminata che dal paese sale su verso l’Appennino lo rendono una delle mete più interessanti del Basso Piemonte.
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