L’imponente fortezza che ancor oggi si può ammirare ha origini antichissime, sicuramente di età romana se non addirittura pre-romana. La massiccia struttura che si presenta attualmente, doveva essere all’epoca una sicura roccaforte con un’importante posizione strategica.
Notizie sicure della sua esistenza e delle trasformazioni che lo interessarono giungono dal medioevo quando il Forte si presentava come un castello munito di torri a pianta trapezoidale e con alte mura che lo rendevano inespugnabile. |
Il 1626 e gli anni successivi segnano una svolta definitiva al suo complesso. Con l’avvento dell’artiglieria, infatti, le difese del castello risultarono inadeguate, come dimostrò l’assedio dell’esercito franco–savoiardo avvenuto nel 1625. |
Il castello si trasformò nel nucleo centrale del forte a cui si aggiunsero sei bastioni, collegati da cortine provviste di cannoniere. La cittadella sorgeva nella parte inferiore e si articolava con camerate, cucine, cisterne per l'acqua, prigioni, scuderie ed un’armeria.
L’attività bellica del forte terminò nel periodo napoleonico, restando l’unico caposaldo francese in Italia a non capitolare agli austro-russi prima della vittoria di Napoleone a Marengo, il 14 giugno 1800.
Una volta disarmata, la Fortezza divenne reclusorio penale sino agli inizi del ‘900 e campo di prigionia durante le due guerre mondiali.
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