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Come ci si arriva: Autostrada A7 (Genova - Serravalle - Milano)- Uscita: caselli di Arquata Scrivia o Serravalle Scrivia.
Ricca di storia millenaria, Gavi è una incantevole cittadina situata sui colli dell'oltregiogo.
L'antico borgo, invitante per le sue innumerevoli vetrine che le vie del centro offrono, è famoso per gli straordinari Amaretti, e per il "Gavi", l'ottimo e delicato vino bianco, rinomato anche in campo internazionale. La storia racconta come il nucleo originario sia stato il centro di importanti trame commerciali e guerresche.
Ma l'origine di Gavi si trae da una leggenda, che narra come la principessa Gavia, fuggitiva con l'amante dalle truppe del re, decise di fermarsi sul riparato colle. E qui vi edificò un castello, ove regnò floridamente su quelle fertili terre romantiche, per lunghi anni.
Insediamenti neolitici e tracce romane testimoniano la strategica posizione della cittadina nella valle del Lemme. Caduto l'impero, Gavi rimase d'ambito bizantino e poi territorio franco. Intorno all'anno 1000, quando gli Obertenghi tennero dominio, la corte del Castello visse momenti gloriosi.
Il marchesato di Alberto rese il feudo grande potenza. E fu in quegli anni che una torre del Castello ospitò il leggendario Federico I, detto il Barbarossa. In seguito Gavi si avviò ad un lento e triste declino, fino all'annessione alla Repubblica di Genova, per poi tornare, con alterne vicissitudini ai Visconti di Milano, fino all'unità d'Italia.
La Pieve del Lemme, sulla via di S.Cristoforo, conserva la navata centrale di fattura romanica ed un abside con due pregevoli affreschi di impronta Bizantina, mentre i caratteristici Portali in pietra, del Corso principale indicano una scelta architettonica decisamente innovativa. Risplende, con la sua distinta facciata in pietra, la Parrocchiale di S. Giacomo. E, tra Palazzi nobiliari ed Oratori ricchi di opere d'arte, si apre la mulattiera che conduce al Forte.
Di pura pietra locale, si erge a guardia del borgo, a memoria di lunghi assedi e cruente lotte per il libero accesso a Genova. Risparmiato dalle truppe napoleoniche e poi utilizzato come prigione, il forte appare ancora oggi in tutto il suo corposo splendore militare. Gastronomie genuine, che deliziano il turista, ed una piazza animata ogni stagione, tra stuzzichini e chiacchiere, gelati artigianali e dolci locali, sciolgono una ricercata armonia per momenti fuori dal tempo.
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